Giulio Grasselli e l’impegno politico (seconda parte)

Storia Locale 29

Corso di Storia Locale 29

Nel 1944 Grasselli fondò il giornale clandestino cremonese, «Il Caffé», che, strizzando l’occhio agli ideali dell’illuminismo lombardo, cercò di dare il proprio contributo alla rifondazione della democrazia in Italia. Nel 1945 fondò «Democrazia liberale», periodico che chiuse l’anno dopo. Grasselli fu un personaggio molto influente nella Resistenza cremonese. Il suo intervento permise di salvare da sicura fucilazione alcuni, che aderirono al fascismo come idea, senza però macchiarsi di crimini o di colpe dirette. Fu lui a convincere i partigiani a rilasciare costoro. Tuttavia, iniziò un progressivo e disincantato estraniamento di Grasselli dalla scena politica e dall’attività dello stesso Partito Liberale Italiano, nonostante le insistenze di quanti auspicassero il suo pieno coinvolgimento. Ciò non gli impedì di prendere parte attiva alle varie campagne elettorali, additando anche pubblicamente la «credenza dogmatica e fideistica», operante nella Dc e nel Pci,. Nel 1953 Giulio Grasselli pubblicò un saggio sulla dialettica di Benedetto Croce, pochi mesi dopo la morte di quest’ultimo: il suo testo fu di commiato e di bilancio, anche del debito intellettuale maturato da Grasselli nei confronti del filosofo napoletano, verso cui nutrì sempre profonda ammirazione.